L'apparecchio presente nel museo è tutto di metallo verniciato in nero ed è sostenuto da una colonna verticale (altezza 21,5 cm) fissata lateralmente ad un pesante basamento nel quale penetrano tre viti calanti di ottone, fra loro equidistanti, sulle quali poggia una piattaforma circolare (diametro 10,8 cm) che è collegata al basamento, nel centro, tramite una molla metallica che la tiene ben aderente alle viti calanti.
Sulla piattaforma, che è ricoperta di velluto nero, viene posta la lastra di vetro per produrre le frange di interferenza.
Un braccio orizzontale, fissato all'estremità della colonna, sostiene il tubo del dispositivo (lunghezza 13 cm; diametro 4,3 cm) il cui asse verticale passa per il centro della piattaforma. Nel tubo è posto, in basso, un obiettivo che può essere spostato lungo l'asse di circa 1,5 centimetri; mentre, in alto, in prossimità del piano focale dell'obiettivo, è posto un diaframma a iride la cui apertura può essere regolata tramite un'apposita ghiera. Il tubo termina in alto, sopra il diaframma a iride, con una scatola, a forma di parallelepipedo, nella quale sono contenuti due prismi a riflessione totale.
Uno di essi riceve il fascio di luce proveniente dalla sorgente, direttamente o tramite un collimatore orizzontale (lunghezza 9,5 cm; diametro 3,2 cm), sostenuto da un'asta lunga circa 4 centimetri, posta nella sommità della colonna, e lo riflette verso il basso, lungo il tubo, sulla lastra di vetro poggiata sulla piattaforma.
L'altro prisma riflette orizzontalmente, dalla parte opposta al collimatore, il fascio di luce proveniente dalla lastra di vetro, che ha attraversato il tubo, inviandolo all'occhio dell'osservatore attraverso l'oculare o, direttamente, quando l'oculare, che è fissato ad una levetta, è stato spostato in alto.
Uno schermo annerito, munito al centro di un'apertura quadrata (lato 2 cm), posto fra il collimatore e il tubo, protegge l'occhio dell'osservatore dalla luce proveniente direttamente dalla sorgente. Come sorgente di luce si utilizza una lampada ad arco di mercurio con filtro verde (446 nm) o blu (436 nm), ma per le frange di Fizeau si può utilizzare anche una lampada al sodio (589 nm; 589,6
nm).


Bibliografia:
Hecht - Zajac (1974), pp. 295-299
Landsberg (1979), Vol. I, pp. 118 e 126
Palmer (1962), p.171
Smith (1960), pp. 488-510


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