Il dispositivo per gli anelli di Newton è un apparato interferenziale a due fasci per divisione d'ampiezza ed è costituito da una lente piano convessa avente un grande raggio di curvatura appoggiata, con la sua faccia sferica, sulla superficie ben piana di un disco di vetro.
Illuminando il dispositivo dall'alto con un fascio parallelo di luce monocromatica si può osservare in riflessione, sulla superficie della lente, un sistema di frange circolari alternativamente chiare e scure, dette anelli di Newton. Esse sono generate per interferenza nel sottile strato d'aria, di spessore variabile, compreso fra la lente e il piano d'appoggio, hanno tutte il centro nel punto di contatto, quella centrale è scura e sono tanto più vicine le une alle altre quanto più ci si allontana dal centro.
Se il dispositivo viene illuminato in luce bianca le frange sono colorate.
Gli anelli sono quindi frange di uguale spessore e sono circolari per la simmetria cilindrica del dispositivo. A quelle frange è associato il nome di Newton che nel 1672 aveva ideato il dispositivo per osservarle, trovando sperimentalmente che gli spessori dello strato d'aria in corrispondenza ai vari anelli sono proporzionali ai numeri interi.
Nell'esemplare di questa collezione, che appartiene alla versione dell'apparato di Newton più diffusa nel XIX secolo, la lente e il disco di vetro sul quale poggia sono sostenuti da due robuste montature anulari di ottone, aventi un diametro di 8,3 centimetri, dalle quali sporgono, nelle parti affacciate, per poco più di un millimetro.
La lente e il disco sono tenuti insieme da tre lunghe viti calanti equidistanti, disposte ai bordi delle montature, che consentono di variare la loro distanza e fungono anche da piedi di appoggio per il dispositivo.
La faccia inferiore del disco è annerita per evitare la presenza del fascio da essa riflesso.
Questo dispositivo, illuminato con un fascio di luce monocromatica, consente di osservare che allontanando la lente dalla piastra d'appoggio, per mezzo delle viti calanti che le tengono unite, gli anelli chiari vanno ad occupare il posto di quelli scuri convergendo verso il centro e ciò accade per ogni allontanamento di un quarto di lunghezza d'onda.


Bibliografia:
Battelli - Cardani (s. d.), Vol. II, p. 387
Ganot (1864), p. 458
Landsberg (1979), Vol. I, p. 123
Palmer (1962), p. 172


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