II compositore, violinista e teorico della musica Giuseppe Tartini (1692-1770) nel 1715, analizzando i suoni prodotti da due corde di violino toccate contemporaneamente, mostrò che quando vengono prodotti contemporaneamente due suoni puri, aventi frequenza diversa e grande intensità, si presenta spesso assieme ad essi un terzo suono.
Questo suono venne detto suono del Tartini e, avendo frequenza uguale alla differenza delle frequenze dei due suoni originari, anche suono di combinazione per differenza. Venne poi scoperto dal fisiologo e fisico tedesco Hermann von Helmholtz (1821-1894) che, insieme al terzo suono, se ne presenta talvolta un altro di intensità minore che, avendo frequenza uguale alla somma delle frequenze dei due suoni originari, venne detto suono di combinazione per sommazione. I due tubi sonori che vengono presentati, particolarmente adatti per riprodurre il suono del Tartini, sono di legno, aperti con imboccatura a flauto ed emettono le note LA3 [426,4 Hz] e SI3 [480 Hz].


Bibliografia:
Battelli - Cardani (s. d.), Vol. II, p. 104
Roiti (1887), Vol. I, p. 281
Violle (1888), T.II p.te I, p. 253


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