I telescopi sono strumenti per osservare oggetti che si trovano a distanze praticamente infinite, come i corpi celesti.
Essi sono raggruppati in due grandi categorie: i telescopi rifrattori che hanno come obiettivo una lente convergente e i telescopi riflettori che hanno come obiettivo uno specchio concavo.
Il nome di telescopi viene di solito riservato ai telescopi riflettori, mentre quelli rifrattori sono talvolta indicati con la denominazione originaria di cannocchiali astronomici.
Il telescopio o cannocchiale astronomico di Keplero fu ideato nel 1611 da Johannes Kepler (1571-1630) che, nella Dioptrice, dimostrò che il sistema utilizzato nel cannocchiale di Galileo non era il solo possibile e ne descrisse uno in cui la lente oculare divergente era sostituita da una lente convergente.
Sembra sia stato il gesuita Christoph Scheiner (1575-1650) a costruire per primo, intorno al 1613, un cannocchiale costituito, come quello descritto da Keplero, da un obiettivo convergente avente grande distanza focale e da un oculare, pure convergente, avente distanza focale corta. Di un oggetto all'infinito l'obiettivo fornisce un'immagine reale e capovolta che è tanto più grande quanto più lunga è la distanza focale; mentre l'oculare, che ha il ruolo di lente di ingrandimento, fornisce un'immagine virtuale ancora capovolta rispetto all'oggetto e la sua distanza focale deve essere corta perché l'ingrandimento sia elevato.
Come abbiamo detto nella scheda precedente, poiché la distanza fra l'obiettivo e l'oggetto non può essere variata apprezzabilmente, la messa a fuoco viene effettuata facendo variare la distanza fra l'obiettivo e l'oculare.
Nel sistema telescopico questa distanza viene regolata in modo tale che l'immagine virtuale si formi all'infinito; allora il fuoco dell'oculare coincide col fuoco dell'obiettivo e la distanza fra l'obiettivo e l'oculare è uguale alla somma delle distanze focali.
Quello in oggetto è un telescopio rifrattore (o cannocchiale astronomico) di Keplero a due tiraggi che aperto è lungo 89,5 centimetri e chiuso 69,5 centimetri.
Il tubo obiettivo è in legno, è lungo 64,7 centimetri, ha un diametro di 8,5 centimetri ed è dotato di una ghiera portaobiettivo in ottone brunito. La lente obiettivo ha distanza focale di 6,6 centimetri e diametro di 7,1 centimetri. Il secondo tiraggio è in ottone, porta incisa l'indicazione del costruttore, ha diametro di 7,1 centimetri e può scorrere per 20 centimetri all'interno del primo, attraverso una ghiera di ottone brunito.
L'oculare è costituito da due lenti piano-convesse poste ad una distanza fra loro di 11 centimetri con la faccia piana rivolta verso l'osservatore (oculare di Huygens - Campani). La più vicina all'osservatore ha distanza focale di 6,2 centimetri e diametro di 18 millimetri; l'altra ha distanza focale di 11,3 centimetri e diametro 58 millimetri.
Un diaframma con foro di 39 millimetri di diametro è posto fra le due lenti ad una distanza di 26 millimetri dall'ultima.
Il tubo in legno presenta una spaccatura longitudinale per un tratto di circa 8 centimetri a partire dalla ghiera di scorrimento del secondo tiraggio.
Per il resto lo strumento è in un discreto stato di conservazione.


Bibliografia:
Daguin (1878), T. IV, p. 431
Persico (1932), p. 325
Perucca (1949),Vol. II, pp. 152-154
Turner (1987), p. 90


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