Nel Museo è presente anche un visore stereoscopico tascabile, molto simile ai visori giocattolo, che accompagna uno spettrografo Hilger a raggi X e ha un corredo di 24 coppie di fotografie per l'osservazione stereoscopica di modelli di cristalli.
Questo esemplare, i moderni visori stereoscopici in generale e quelli giocattolo sono versioni, più o meno economiche, dello stereoscopio derivato da quello di Brewster nel 1866 da Hermann Ludwig Ferdinand von Helmoltz (1821-1894).
Quello in oggetto è di lamiera laccata in nero ed è costituito da una piattaforma rettangolare (larghezza 12,3 cm; profondità 9 cm) alle cui estremità sono fissati due schermi, mediante cerniere munite di molle che li tengono verticali durante l'uso.
Uno dei due schermi funge da sostegno per le coppie di fotografie che sono stampate affiancate sullo stesso cartoncino e questo viene infilato dall'alto fra lo schermo ed un telaietto che delimita e separa le due fotografie; l'altro schermo porta, in alto, due lenti convergenti, poste con i loro centri alla distanza media interpupillare di 6,5 centimetri, e, in basso al centro, un'apertura nella quale si infila il naso per consentire di osservare dalla posizione più adatta le due fotografie, una con l'occhio destro e l'altra con l'occhio sinistro.
Quando il visore non viene utilizzato i due schermi possono essere abbassati e, con una leggera pressione, fissati l'uno sull'altro sulla piattaforma riducendo lo spessore di ingombro a circa mezzo centimetro.


Bibliografia:
Daguin (1879), T. IV, p. 394
Falk - Brill - Stork (1986), p. 212
Pouillet (1856), T. II, pp. 224-228


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