La bilancia di Mohr è una versione della bilancia idrostatica e, come questa, serve per dimostrare sperimentalmente il principio di Archimede.
La bilancia idrostatica, inventata da Galileo Galilei (1564-1642), differisce dalle ordinarie bilance a due bracci semplicemente per il fatto che ciascun piatto è munito, sotto nel centro, di un uncino e che il giogo può essere sollevato e abbassato per mezzo di una cremagliera.
Due arresti, uno da una parte e uno dall'altra, limitano l'ampiezza delle oscillazioni del giogo.
La bilancia di Mohr conservata nel Museo differisce dalle usuali bilance idrostatiche perché non ha piatti e gli uncini, per sospendere da un lato i due cilindri e dall'altro i contrappesi che li equilibrano, sono posti all'estremità del giogo.
L'asta di sospensione del giogo (altezza 48,5 cm) è fissata ad una cassetta di legno verniciato (larghezza 35 cm; profondità 18 cm; altezza 10 cm) munita di un ampio cassetto per gli accessori.
La sospensione del giogo, che è lungo 24 centimetri, scorre per circa 18 centimetri nella parte più alta dell'asta, sostenuta da un cordoncino che si avvolge su un cilindretto di ottone comandato da una manopola con esso coassiale e solidale.
L'ampiezza delle oscillazioni è limitata da una laminetta di ottone a U, fissata all'asta di sospensione, al cui interno oscilla l'ago.


Bibliografia:
Battelli - Cardani (1922), Vol. I, p. 367
Daguin (1878), T. I, p. 182
Ganot (1864), p. 68
Roiti (1887), Vol. I, p. 178


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