Il dispositivo è un morsetto che consente tenere fisse in un punto lastre di forme, materiali e spessori vari per studiarne i modi di vibrazione attaccando con un archetto un punto del loro bordo.
È costituito da una vite di ferro munita di testa in ottone e sostenuta da un braccio, pure in ottone, fissato ad un pesante basamento cilindrico di ferro (diametro 18,5 cm; spessore 3 cm). La lastra viene stretta in un suo punto fra la punta della vite, che è ricoperta da una capsula in ottone, e una piccola base d'appoggio, anch'essa in ottone, fissata sul basamento in prossimità del bordo; ma si può anche tenere fissi uno o più punti del bordo della lastra appoggiandovi le dita.
Attaccando con l'archetto un punto del bordo la lastra si divide in alcune zone vibranti ed emette un suono caratteristico che dipende, oltreché dalla posizione dei punti fissi e del punto di attacco, dalla forma e dalle dimensioni della lastra; zone contigue vibrano in opposizione e sono separate da linee costituite da punti che non vibrano (linee nodali). Per ciascuno dei punti fissi passa una linea nodale.
Per rendere visibili le linee nodali Ernst Florenz Friedrich Chladni (1756-1827) pensò di cospargere le lastre uniformemente e leggermente di sabbia molto fina; la sabbia infatti salta nelle parti vibranti e sta ferma sulle linee nodali, formando delle figure caratteristiche che sono dette figure di Chladni. A ciascun modo di vibrazione di una lastra corrisponde una figura di Chladni ben determinata.


Bibliografia:
Bibliografia:
Brenni (1986), p. 49
Daguin (1878), T. I, p. 681
Ganot (1864), p. 184
Privat Deschanel (1869), p.792
Violle (1888), T. II p.te I, p. 229


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