Si tratta di due esemplari identici, non inventariati né firmati, nei quali il caratteristico vaso di vetro, utilizzato nelle bottiglie di Leyda, è costituto da una vera e propria bottiglia a collo molto stretto (altezza 25 cm), riempita con della stagnola sofficemente arrotolata e ripiegata.
All'esterno, nel fondo e lateralmente fino ad una certa altezza, è ricoperta con stagnola, mentre la parte rimanente è ricoperta da un sottile strato isolante di gommalacca.
La bottiglia è chiusa con un tappo di sughero, fissato con ceralacca, che è attraversato da un'asta conduttrice di ottone che, all'esterno, è ripiegata ad uncino e termina con una sferetta; mentre nell'estremità interna alla bottiglia porta incollate delle sottili foglioline metalliche che poggiano sulla stagnola che vi è contenuta.
La bottiglia di Leyda è un condensatore in cui l'armatura esterna è costituita dalla lamina di stagnola incollata alla bottiglia, quella interna dalla stagnola in essa contenuta e il dielettrico dal vetro.


Bibliografia:
Daguin (1878), T. III, p. 187
Ganot (1864), p.539
Privat Deschanel (1869), p. 582
Ragozzino-Schettino (1985), p. 28


scheda precedente  scheda successiva