II tubo a fiamme manometriche, ideato poco dopo il 1862 dal già citato Karl Rudolph Koenig, è un tubo sonoro aperto, di legno, a sezione quadrata o rettangolare, con imboccatura a becco di flauto. Lungo una delle pareti adiacenti a quella in cui è situata la bocca del tubo sono praticati tre fori che sono chiusi dalle membrane elastiche di tre minuscole capsule manometriche.
Il gas illuminante arriva alle capsule da una scatola, fissata alla parete in cui si trova la bocca, attraverso dei minuscoli rubinetti di ottone e tubi di collegamento in gomma. In ogni capsula il tubi-cino di uscita del gas illuminante è munito di un becco di ottone o di vetro nel quale viene accesa la fiamma manometrica.
Se, una volta accese le tre fiamme, si fa rendere al tubo il suono fondamentale, si osserva che quella centrale oscilla rapidamente, mentre le altre due restano immobili. Ciò indica che in corrispondenza al foro centrale c'è un ventre di pressione e in corrispondenza a ciascuno degli altri due c'è un nodo.
Se si fa rendere al tubo il primo armonico del suono fondamentale è la fiamma centrale a rimanere immobile, mentre le altre due oscillano, indicando che si sono scambiate le posizioni dei nodi e dei ventri.
Il tubo che viene presentato ha una lunghezza di 72,4 centimetri, ha sezione quadrata con lato interno di 6 centimetri, ed è di legno, fatta eccezione per la parete opposta alla bocca che, per quasi tutta la sua lunghezza, è di vetro.
La presenza della finestra di vetro consente, associando alle osservazioni fatte con le capsule manometriche un semplicissimo esperimento presentato da Félix Savart (1791-1841) nel 1823, di mostrare, con grande efficacia didattica, che a un nodo di vibrazione corrisponde un ventre di pressione e a un ventre di vibrazione un nodo di pressione.


Bibliografia:
Battelli - Cardani (s. d.), Vol. II, p. 136
Boutan - D'Almeida (1867), T. II, p. 246
Daguin (1878), T. I, p. 624
Ganot(1864) ,p. 178


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