Inventato nel 1782 dal vasaio inglese Josiah Wedgwood (1730-1795), che lo utilizzò per misurare la temperatura delle fornaci, serve per misurare temperature superiori a 580 gradi Celsius ed è detto anche pirometro ad argilla perché basato sulla contrazione che subisce un blocchetto d'argilla secca, quando viene portato ad alta temperatura, a causa dei cambiamenti che intervengono nella natura chimica dei suoi componenti.
L'esemplare che viene presentato è tutto di ottone con custodia in legno ed è costituito da una piattaforma rettangolare (17,8 cm x 6 cm) sulla quale sono fissate tre guide rettangolari delle stesse dimensioni (lunghezza 6,5 cm; larghezza 1,0 cm; altezza 0,65 cm). Le due guide laterali sono graduate, una da 0 a 120 divisioni e, l'altra, da 120 a 240 e sono perfettamente parallele tra loro; quella centrale è inclinata rispetto alle altre due, cosicché la larghezza del canale che forma con esse decresce da 1,24 cm a 1,06 cm nel passare da 0 a 120 divisioni, per ridursi a 0,85 cm in corrispondenza alla divisione 240.
Per effettuare una misura si prepara un blocchetto di argilla che entri perfettamente nel canale tra le guide del pirometro fino allo zero della scala e lo si fa essiccare in una stufa a 100 gradi. Il blocchetto così trattato quando in un forno viene portato ad alta temperatura si restringe e, lasciato raffreddare, passa nel canale tra le due guide fino ad una certa altezza.
La lettura fatta sulla scala in corrispondenza alla posizione occupata dal blocchetto, moltiplicata per 72 e con l'aggiunta di 580, dà la temperatura del forno in gradi Celsius.


Bibliografia:
Boutan - D'Almeida (1867), T. I, p. 164
Ganot (1864), p. 210
Turner(1983), p. 116


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