Prima di usare lo strumento è necessario disporre il quadrante circolare parallelamente al piano dell'equatore celeste del luogo di osservazione, in modo tale che il meridiano celeste locale intersechi il quadrante secondo la retta ore XII - ore 0. Per ottenere ciò occorre:

a) disporre orizzontale la base di legno, servendosi di una livella a bolla d'aria e agendo sulle viti calanti, e ruotare la basetta in modo tale che lo 0 della scala circolare con essa solidale, che risulta dalla parte del piede della staffa, coincida con la direzione dell'ago della bussola; in questo modo il piano meridiano del luogo intersecherà la basetta passando per la linea degli zeri, che rappresenta la direzione dei punti cardinali Nord-Sud, e quindi per il piede della staffa;

b) sbloccare lo snodo principale del quadrante circolare e orientare quest'ultimo in modo che sia inclinato rispetto al piano della basetta di un angolo pari alla colatitudine del luogo (per Cagliari la latitudine geografica è di 39° 15', e quindi la colatitudine di 50° 45'). In questo modo il quadrante circolare risulterà parallelo al piano dell'equatore celeste, e verrà intersecato dal piano del meridiano celeste locale secondo la retta oraria delle ore XII. Messo così in stazione lo strumento, è sufficiente ruotare l'alidada rispetto ai suoi due assi ortogonali in modo tale che la lente di cui è dotata formi l'immagine del sole sullo schermo ad essa opposto in corrispondenza dell'apposito cerchietto.
Allora l'alidada risulterà inclinata sul piano del quadrante circolare (piano equatoriale) di un angolo pari alla declinazione del sole al momento dell'osservazione, mentre l'estremità dell'asta che sorregge l'alidada segnerà sul quadrante circolare l'angolo orario del sole, espresso in ore e minuti, cioè il cosiddetto tempo solare vero. Apportando a quest'ultimo una doppia correzione pari alla longitudine del luogo rispetto al meridiano centrale del fuso orario ed all'equazione del tempo, si otterrà il tempo solare medio.
Le vicende dei costruttori Georg Friedrich Brander (1713-1783) e Cristoph Caspar Höschel (1744-1820) ci fanno pensare che lo strumento sia anteriore al 1873 o, solo di qualche anno, posteriore.
Infatti Brander, per far fronte alla gran mole di commissioni che, per l'accuratezza e la precisione delle macchine che costruiva, diventavano sempre più numerose, nel 1760 ingrandì la bottega in Augsburg e coinvolse nella sua attività il genero Höschel. Dal 1775 il marchio divenne: Brander e Höschel in Augsburg.
Nel 1783, con la morte di Brander, Höschel rimase il solo proprietario della bottega; a un certo punto nel marchio comparve il solo Höschel e dal 1820 Höschel e il figlio.


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